mercoledì 2 gennaio 2013

«Hirpinia da amare come una donna»


Il video di Carlos Solito dedicato alla sua terra d'adozione: «Un lupo che supera l'inverno»

DA IL MATTINO DI AVELLINO
27 dicembre 2012


Loredana Zarrella
Si percepisce l’incanto e la forza della natura, si respira la storia e lo spirito di una terra fiera e selvaggia guardando il cortometraggio
«Hirpinia» di Carlos Solito, giornalista freelance,  scrittore, photoreporter e filmaker di origine salentina ma irpino d’adozione. Caricato in forma integrale sulla famosa piattaforma di video hosting Vimeo (http://vimeo.com/55950167), in accordo con la casa che l’ha prodotto, la Contesto Film, il cortometraggio sta facendo il giro in rete e sui social network, andando a conquistare prima di tutto la sensibilità degli internauti irpini. Quattri minuti circa di filmato che stregano e rapiscono, una specie di magia filmica che mette in scena i boschi, le montagne e i fiumi di Bagnoli Irpino, Cairano, Lioni, Montella e Nusco. C’è la disarmante bellezza della Grotta del Caliendo e del Santissimo Salvatore tra i fotogrammi catturati da Carlos, sceneggiatore e regista del breve filmato. Una sorta di contributo alla terra che l’ha adottato ma di cui ormai si sente cittadino a pieno titolo. 

Nato a Grottaglie, in provincia di Taranto, 35 anni fa, Carlos ha scelto infatti Nusco come luogo di «buen retiro», una dimensione tranquilla in cui fermarsi ogni tanto, tra un viaggio e un altro: «Faccio il reporter, quindi viaggio tanto per lavoro, a tutte le latitudini, ma i miei viaggi più belli e intimi mi piace farli qui dove puntualmente stacco la spina da tutto il resto e faccio giri tra boschi, montagne e paesi».
Sotto il ritmo di una colonna sonora epica del gruppo francese dei Petit Viking, sul video scorrono il vento, la terra, l’acqua e si alternano due protagonisti, una donna, Hirpinia, e un lupo, l’hirpus, in nome osco, che rappresenta, da sempre, questo popolo campano: 
«Volevo dare l’idea di una terra forte e severa, rappresentata da montagne e boschi impenetrabili. Per certi versi geograficamente l’Irpinia veste tutte le caratteristiche del lupo, forte e solitario: è una terra forte perché  come il lupo supera gli inverni; solitaria perché, nel cuore dell’Appennino, è isolata da montagne e da valli, è un po’ staccata da tutto e mai associata all’immaginario collettivo campano. Come il lupo e la lupa, inoltre, questa terra è come una mamma in quanto in Irpinia si sgravano ogni giorno milioni e milioni di metri cubi di acqua che danno da bere al salernitano, al napoletano  e alla Puglia. E’, per me, una terra al femminile:i profili delle montagne ricordano i seni e le pance di donne gravide».
Scelta insolita ma efficace quella di girare le riprese in inverno:
«Sarebbe stato un po’ scontato presentare la verde Irpinia. Ho ripreso una terra nuda, così come è fatta, di sassi e di acqua».
I protagonisti hanno sangue irpino: il lupo, che è un husky misto a un lupo, è nato e vive in questi posti mentre la terra, Hirpinia, austera e dolce al tempo stesso, capelli corti e occhi neri, è interpretata dall’attrice Chiara Esposito, di madre irpina e padre napoletano. Un tatuaggio, una fibula sannita disegnata sul suo viso, la identificano chiaramente.
Ormai cittadino irpino attivo e partecipe, Carlos accusa gli  esasperati campanilismi e la mancanza di promozione e lancia una sfida: «Questa terra dovrebbe consorziarsi tutta e creare un brand irpino così come è stato fatto in Puglia e in altri luoghi».
Piccolo ambasciatore apolitico dell’Irpinia, Carlos porta intanto colori, forme e sguardi di questo entroterra fuori dal contesto campano: la sua mostra fotografica «SUD- Sguardi Uomini Donne», per cui si è aggiudicato il Premio Giornalistico Internazionale Mare Nostrum Awards 2012, conteneva scatti della Terra dell’osso come luogo «carico di neorealismo».
Riferimenti all’Irpinia sono presenti anche nell’opera teatrale trasposta dal suo libro
«Il contrario del sole», ora in scena a Parigi al Theatre du Temps. Una sceneggiatura riscritta insieme alla
regista italo-parigina Paola Greco e che si basa sui racconti delle esplorazioni speleologiche tra caverne, grotte e abissi, altra passione del fotografo e giornalista.
Sono stati realizzati invece tra  le campagne di Montella gli scatti fotografici per Missoni, la famosa maison di moda che ha scelto di vestire e seguire Carlos nei suoi viaggi quale migliore interprete dei colori del mondo.
Seppur amareggiato per
«una terra che langue per l’incapacità dei politici», Carlos continua a presentare alle più importanti riviste nazionali e internazionali reportage e servizi fotogiornalistici di una Terra che non ha più lasciato dopo averla scoperta: «Quando sono fuori ormai e penso alla mia terra il mio inconscio mi fa associare non la Puglia ma l’Irpinia, di cui sono follemente innamorato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Nessun commento:

Posta un commento